14.4.07

Realtà aumentata

Non mi sono stupito di trovare fra i 21 flops tecnologici più clamorosi di tutti i tempi la Realtà Virtuale.

Sono ormai 20 anni che se ne parla in ambito di ricerca ma sostanzialmente non ha mai trovato un mercato consumer degno di nota (a parte qualche applicazione di nicchia nel campo medico o scientifico).

Ricordo con molto fastidio la mia prima esperienza in merito, dopo circa 15 minuti con un casco in testa mentre mi dimenavo nel tentativo di sparare a qualche nemico ho iniziato ad accusare nausea e mal di testa.
Alcuni esperimenti hanno inoltre evidenziato che questi disturbi con l'uso prolungato non diminuiscono ma anzi tendono ad aumentare.
E' probabile che il nostro cervello non sarà mai in grado di interpretare correttamente gli stimoli da un mondo in completa sovrapposizione opaca a quello esistente.

La ricerca in questo campo ha comunque portato al concetto molto più interessante di Realtà Aumentata, un sistema che sostanzialmente sovrappone a quello che vediamo delle immagini 3d generate al computer capaci però di interagire con il mondo reale.

Il video che segue spiega molto bene il concetto




Non appena la tecnologia lo permetterà sarà possibile proiettare quindi le immagini virtuali sulla realtà che ci circonda indossando dei semplici occhiali collegati al sistema di elaborazione.



A questo punto applicazioni commerciali risultano molto più probabili e non escludo che nei prossimi anni si possa assistere a nuovi mercati ludici e di intrattenimento legati a questo tipo di logiche.

Chissà se l' Eye Toy di prossima generazione userà concetti simili ?

10.4.07

Scrivere con la luce: digressione personale sulla fotografia

La fotografia è stata anche definita come "il medium trasparente", in effetti per sua natura riesce molto bene a rendere la realtà o alcuni suoi aspetti.

Quello che mi ha sempre intrigato della fotografia è però la sua possibilità di ibridare la realtà di un momento con quelli immediatamenti precedenti e successivi in un unico "quadro".

Tornare all'origine della parola (grafia=scrittura, foto=luce) è una delle cose che preferisco, posto qui qualche mia interpretazione sul tema.

Sono contributi personali, qualsiasi uso deve essere preventivamente richiestomi.

5.4.07

e i Trailer...

Non è un altro post sul cinema ma su una delle sue emanazioni,

Il Trailer


Lo trovo una summa di capacità espressiva eccezionale nella quale la ricerca dell'impatto emotivo è lo scopo principale.

Le immagini del film vengono montate e ricostruite, non si cerca di spiegare la storia ma solo di suscitare nello spettatore una spirale di curiosità che lo porti nella migliore delle ipotesi ad informarsi sul film e a fare veicolo pubblicitario tramite il passa-parola.

In questo caso più che in altri è proprio vero che il medium è il messaggio e il messaggio il medium.

Mi chiedo: ma dietro un trailer c'è sempre il regista del film?

Me lo chiedo perchè ci sono dei film dei quali vale la pena guardare solo il trailer...

Ultimamente il trailer è passato anche sul mondo dei videogiochi, per questo nella carrellata che segue ci sono anche trailer riguardanti questo mondo.

Eccone qualcuno dei miei preferiti

Il Padrino


GTA IV

300

Clercks II

GrindHouse

Sin City

RKO 281




Questo non vuole essere un post su "Citizen Kane" e forse non è nemmeno un post vero e proprio.

Prendetelo come un invito, se non sapete cosa sia "Citizen Kane" e ignorate il nome di Orson Welles, correte subito ai ripari e googolate immediatamente.
Se già lo conoscete e volete approfondire la genesi di questa pietra miliare vi consiglio la visione di

RKO 281

Un film sul film, il perfetto meta-film che racconta la genesi di un'opera che ha condannato un regista a fare i conti con il fatto di aver creato il suo capolavoro ineguagliabile a soli 24 anni..

31.3.07

Il cinema e l'equivoco della narrazione

Il cinema e la narrazione di una storia sembrano alla gran parte delle persone indissolubilmente legati.

In effetti questo non è proprio vero, il cinema nasce come immagine in movimento e non è quindi limitato ad un percorso narrativo.
L'interpretazione di un cinema "figurativo" e non "narrativo" è molto forte nel cinema sperimentale, ma è molto difficile vedere qualcosa in questo senso fuori dalle aule universitarie.

Ultimamente "Inland Empire" di Lynch ha riportato a galla un certo modo di pensare il cinema come flusso di immagini collegate più da un'idea e dal montaggio che da una storia vera e propria.

Ovviamente la difficoltà di lettura di un testo pensato in questa maniera è enorme ma è pur sempre rappresentativa di un fare cinema forse troppo trascurato.

Non è un caso che per Kubrick si sia parlato spesso di "storie pretesto", in alcuni casi la storia è solo uno strumento, non sempre necessario.

Per comprendere meglio le origini di questo mondo consiglierei almeno due autori:

Consiglio quindi la visione di "Meshes of the afternoon" di Maya Deren:

parte1




e parte due

Nonchè un estratto da "Man with a Movie Camera" di Vertov:





Buona visione..

27.3.07

Il Super Medium: dis-intermediamoci



Il blog non ha cambiato improvvisamente direzione, semplicemente "colorare un dagherrotipo" per me significa aggiungere un elemento per modificare qualcosa di esistente e codificato.

In particolare la metafora si riferisce al dagherrotipo che come prima forma di riproduzione fotografica della realtà era in bianco e nero.
Il tentativo di rendere la foto perfetta prevedeva di prendere la lastra metallica e aggiungerci del colore in modo da rispecchiare la scena vera.

Il risultato spesso è che guardando un dagherrotipo colorato sembra di guardare un disegno molto ben fatto, ma strano, inquietante, e sicuramente molto più lontano dalla realtà della foto in bianco e nero originale.

Non so perchè ma le parole del titolo del post mi sovvengono ogni volta che cerco di spiegare cosa hanno fatto i media alla nostra percezione della realtà.

L'arrivo dei mezzi di comunicazione di massa all'inizio di questo secolo ci ha cambiati, ha cambiato l'uomo facendolo vivere in un mondo intermediato diverso dalla pura realtà dei sensi.
In particolare la radio e la televisione (a metà del secolo) si sono introdotte nelle nostre case, hanno iniziato a far parte della nostra intimità e quindi hanno assunto spesso il ruolo di componenti della famiglia silenti ma autorevoli.

La conoscenza della realtà è passata dalla tradizione orale della comunità di riferimento ad un insieme di informazioni veicolate - intermediate - e per questo (nel senso più ampio del termine) "manipolate".
Da quel momento anche i nostri sensi sono cambiati, quello che vediamo è costantemente confrontato con quanto abbiamo appreso dai media, la realtà è "colorata", ma spesso può apparire posticcia e generare insoddisfazione perchè ha come riferimento un mondo che vive in una scatola e che per quanto ne sappiamo potrebbe benissimo non esistere.

Questo insieme di considerazioni sono vere storicamente ma non granitiche, con l'arrivo dei nuovi media il senso delle cose sta di nuovo probabilmente cambiando.

La realtà non è più veicolata dall'alto verso il basso ma un evento può essere raccontato in tempo reale da chi lo sta vivendo, può essere visto da più punti di vista, un qualsiasi "real-atore" può raccontare meglio di un giornalista politicizzato un evento "della strada".

Quindi quale realtà stiamo percependo in questo momento?
Quella dei vecchi media? Quella dei nuovi media? Dipende? Da cosa?

Quando verrà inventato il media che ci permetterà di disintermediarci?