1.9.08

Quando vai da Feltrinelli e compri un libro da buttare!

Il titolo in questione è:

D-DAY Storia dello sbarco in normandia

e togliamoci ogni dubbio, nel suo genere è un vero capolavoro.
Per chi ama la storia e per chi vuole veramente capire cosa è stata la Seconda Guerra Mondiale è a mio parere uno dei libri da leggere. MA....

Il MA è deve essere enorme!

Inizio a leggere il libro e dopo alcune decine di pagine mi accorgo di alcune pagine che finiscono nel nulla lasciando frasi in sospeso... Distratto dalle ferie non ci faccio molto caso ma continuando nella lettura dopo alcune pagine mi accorgo di alcune incongruenze di percorso nella narrazione...

Morale della favola ecco l'ordine delle pagine che mi sono trovato a leggere:

  • Fino a pagina 128 tutto ok, dove dovrebbe esserci pagina 129 si trova pagina 193
  • Da pagina 193 (nuova numerazione..) fino a 223 tutto ok, poi dove dovrebbe esserci pagina 224 c'è pagina 160
  • E via di questo passo!
Praticamente in tutti questi errori vengono a mancare nella prima parte circa 80 pagine del libro mentre un capitolo è ripetuto due volte!

Ora io mi chiedo:

  • qualcun altro li fuori ha comprato la stessa edizione del libro? Sono l'unico a cui è capitata questa sventura?
  • Se si ho per le mani un libro di valore (magari qualche collezionista) ........?
  • Verso chi dovrei lamentarmi della cosa? Verso Feltrinelli che non ha fatto un controllo di qualità sul libro?
  • Verso la casa editrice?
Lancio il messaggio nel mare magno di internet.. vediamo cosa ne viene fuori

31.7.08

Quando vai da Feltrinelli e ti aspetti "Customers Who Bought This Item Also Bought"

Trovo Feltrinelli (in particolare quella in centro a Milano) una piccola isola felice dove passare delle ore in tranquillità magari seduto a sfogliare decine di libri fino a scegliere quello che più mi ha intrigato.

Capisco che non tutti amano essere dei "raccoglitori" di libri e magari molti hanno subito le idee chiare circa il libro da comprare, ma per me non è così.

Durante l'ultima visita mi sono trovato più indeciso del solito, in effetti la sovrabbondanza di offerta stava riducendo la mia domanda! Dopo aver perso l'orientamento mi sono chiesto: ma non esiste la funzione "Customers Who Bought This Item Also Bought "?

Insomma mi piacerebbe capire chi è stato davanti a quello scaffale prima di me che cosa ha comprato? Come lo ha trovato? Ha comprato altri libri sul tema? Ha delle opinioni in merito?

Ovvio che non è possibile sperare di ritrovare in un negozio "live" la stessa ampiezza di contesto di AMazon ma siamo sicuri che qualcosa non è possibile fare in quella direzione?

Considerando che sono sparsi per la libreria svariati PC (ad oggi con un cartello "non toccare!! solo per addetti!!") è indecoroso pensare che possano essere "interrogati"? Tutti i libri hanno un codice a barre, e se passando un libro su un lettore di codici a barre mi arrivassero informazioni su quali altri libri sono stati acquistati da chi ha comprato quel libro non sarebbe un modo per incentivare la scoperta di nuovi libri e quindi anche aumentare la soddisfazione e magari la spesa del cliente?

Consideriamo che con la carta fedeltà informazioni sono disponibili in quantità, perchè non condividerle con i clienti?

Da qui ad arrivare a sistemi "like Amazon" (recensioni, consigli, ecc ecc), il passo è breve, speriamo che un pò di web 2.0 arrivi anche nel mondo vero...

30.6.08

La lunga coda della comunicazione

Ok ne parlano tutti e ci sono mille post scritti al riguardo, per chi non conoscesse "The long tail" e Anderson può andare alla fonte qui o googlare ottenendo sicuramente più informazioni di quante potrei darne io nel mio piccolo.

Per i pigri comunque dico solo che
la teoria di Anderson affronta i meccanismi del delivery digitale di contenuti ed empiricamente ne deduce che non essendoci più limiti fisici alla distribuzione (lunghezza scaffale, dimensione negozio ecc ec) i clienti tendono a distribuire la loro preferenza d'acquisto oltre i pochi blockbuster del momento portando la loro attenzione anche su contenuti di nicchia che però sommati tra loro sembrano produrre un volume ed un valore superiore a quello dei suddetti pochi best-sellers. Questo è dimostrato anche dal fatto che allungando la "coda potenziale" di offerta aumenta quasi linearmente la "coda d'acquisto".


Quello che trovo interessante del lavoro di Anderson è che probabilmente può essere applicato oltre il semplice delivery digitale di contenuti.
In ambito marketing e comunicazione sarebbe interessante capire come effettivamente potrebbero essere distribuiti i contatti in target (o GRP se preferite) rispetto ai normali media in pianificazione usati.
In Italia quasi l'80% del mercato pubblicitario è assorbito da TV e stampa e probabilmente questo sta rallentando il possibile uso di media alternativi per sviluppare comunicazione commerciale.

Internet è molto defilata e spesso è usata sull'onda dei grandi trend (come l'arido Secondo Life o l'interessante Facebook) ma anche all'interno del variegato mondo di internet sembra si stia assistendo ad una polarizzazione verso i grandi siti italiani come Repubblica o il Sole24Ore.

Certo esistono i sistemi di adv distribuiti come quello di Google ma siamo sicuri che sia la vera coda lunga della comunicazione su internet?

A mio parere la vera coda lunga in comunicazione non sarà solo territorio di internet ma sarà trasversale a tutto il nuovo mondo nascente dei nuovi media digitali (dispositivi mobili, sistemi di geolocalizzazione, reti e connettività distribuite) e sarà figlia di un giusto mix di pianificazione e di reputazione

Quest'ultima costruita sul prodotto ma sicuramente concessa da chi acquista. Questo cambierà la dimensione attuale di pensare l'adv che verrà sempre di più superato da uno scambio vicendevole fra azienda e cliente e fra cliente e cliente.

A mio parere gli strumenti adatti a questo tipo di approccio ancora non esistono, probabilmente i social network sono la cosa che più si avvicina ad una "costruzione" di comunicazione cliente-prodotto-azienda ma sicuramente sono limitati.
Ad oggi potrebbero essere usati come vero canale di ritorno della comunicazione ma è molto difficile trovare esempi in questo senso, altro aspetto sarà vedere il prodotto stesso nascere dal contributo della community di riferimento.

Comunque credo che una co-creazione del prodotto (inteso anche come brand e sistema di valori di riferimento) sia un passo successivo a quello di uno sviluppo più coerente e customer-oriented della comunicazione e -certo- della sua lunga coda.

Quindi la domanda: se la coda in comunicazione non esiste ed è schiacciata da TV e Stampa ne risente l'evoluzione stessa del rapporto azienda-cliente e quindi l'innovazione dei prodotti e dei servizi stessi?



P.S.:
Questo è il 100° post!




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12.6.08

Come un film cambierà la percezione dei videogiochi, o anche no

Siamo tempestati di luoghi comuni sui videogiochi e spesso il cinema ha tratto dal mondo dei videogiochi il peggio del peggio.

Leggo su Wired una notizia veramente interessante, un film biografico su Nolan Bushnell interpretato niente di meno che da Leonardo Di Caprio...

Sarà un film basato sul personaggio o sul mondo del gaming? Atari sarà la protagonista o il mondo dei videogiochi farà da sfondo?

Insomma i presupposti per un film interessante ci sono, aspettiamo e come al solito incrociamo le dita.




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Un pò di muto

Nel gran calderone che è Repubblica a volte si trovano delle vere perle, questo articolo riporta ad un archivio europeo di vecchi film muti restaurati.

Non so perchè questo ha innescato in me una voglia di rivedere vecchi capolavori che lasciano alla vera essenza del cinema -l'immagine- tutto il peso della narrazione e dell'emozione, i primi che rivedrei? Eccoli

Metropolis

Nosferatu

Tempi moderni

Golem

Viaggio sulla Luna

Dimentico qualcosa di fondamentale?



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15.5.08

I media non scompaiono ma si ibridano?

Negli ultimi giorni blog e siti si affannano a descrivere l'ultimo servizio di Microsoft collegato al suo software di messaggistica Messenger.
Si tratta di un servizio di WEB-TV che permette di visualizzare video in contemporanea fra due utenti che possono nel frattempo scambiare commenti.

Trovo interessante che mentre molti si ostinano a credere che internet soppianterà i media classici il mercato vada verso un continuo ibridare modalità di interazione innovative con vecchie logiche top-down.

In effetti nella storia difficilmente abbiamo assistito alla scomparsa di un medium perchè soppiantato da un altro,
internet in questo senso sembra stia diventando un meta-medium destinato a raccogliere in piattaforme personalizzabili l'intera forma dei media esistenti.

La grande novità sarà probabilmente quella che vedrà gli utenti scegliere in che modo fruire di un determinato sistema di media rendendolo libero di scegliere che livello di interazione abbracciare.

Nello scenario futuro in cui i televisori potranno accedere direttamente ad internet e le connessioni broadband saranno per lo più senza fili non esisterà altro modo di scambiare messaggi se non la rete internet.

Internet come grande contenitore sarà probabilmente in equilibrio fra User Generated Content e Contenuti classici, ma quanto gli uni influiranno sugli altri? E come?